giovedì 7 marzo 2013

Laboratorio di preghiera: camminando con Gesù per mano


Laboratorio di preghiera ... che bello mettersi in cammino tenendo per mano Gesù. Una dinamica bella per sentirsi accompagnati all'incontro con il Signore. Tutto è nato con un gioco in corridoio fuori dalla classe, in cui due compagni di classe accompagnavano un terzo che teneva gli occhi chiusi. Il timore di camminare al buio si supera sapendo di essere guidati affidandosi a chi ti tiene per mano. Più di mille parole vale l'esperienza e proprio su questo si fonda l'esperienza del laboratorio di Preghiera che facciamo con i bambini delle elementari. Non solo imparare a "pregare Gesù" ma fare esperienza "d'incontro con Gesù". I bambini mi stupisco sempre per la facilità che hanno per stare con il Signore. Noi adulti abbiamo molto da imparare da loro, risultano di grande attualità il versetto del Vangelo "Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio."
Appartiene significa proprio entrare nella logica del Regno dove siamo chiamati ad essere tutti fratelli tra di noi perché Figli di un unico Dio Padre di tutti.
Fr Stefano insieme ai volontari del laboratorio

martedì 5 marzo 2013

La Costituzione e le Riforme

Giovedì 7 marzo 2013 ore 18:30 Un tema di attualità e di interesse per tutti: La costituzione. Accogliamo nella nostra scuola l'iniziativa che l'associazione Minerva ha preparato per sensibilizzare il territorio sul patrimonio culturale che è il nostro DNA. La costituzione è una bussola stupenda, un regalo che i nostri padri ci hanno lasciato e che oggi sentiamo il dovere di diffondere e seguire. Solo ritornando alla costituzione l'Italia può ritrovare le sue radici e lo slancio per uscire dall'angolo buoi in cui la crisi di valori prima che economica l'ha scaraventata.


Entrare in noi stessi…. corso di pastorale Marista

Entrare in noi stessi….
Il desiderio che avvertiamo di essere accolti, desiderati, amati è qualcosa che ci spinge a cercare fuori di noi l'appagamento a questo atavico bisogno.
Le paure, le angosce, le ferite del cuore ci portano lontano dai noi stessi fino a farci perdere di vista.
Dimentichiamo chi siamo, cominciamo a disperderci e con noi disperdiamo tutto il bello che possediamo ed ecco che è necessario, prima di tutto, cercarci, ritrovarci, riscoprirci, entrando in noi, nel profondo lì dove ci sono le nostre brutture, ma anche i doni più belli. E' paradossalmente un cammino in discesa, dove la discesa non ha un'accezione negativa, ma si scende per risalire, per ascendere poi verso la parte più alta dell'Io. Rientriamo nel nostro "cuore", facciamo esperienza di noi stessi, e il SILENZIO che ci pervade dischiuderà la stanza dell'Incontro: è qui che Dio ci abita, che dimora… Sperimentiamo di essere davvero Suo Tempio, Suo Tabernacolo, Suo Altare!
Qui Lui ci attende per parlare al cuore, per lenire le nostre ferite, per amarci… Al Suo cospetto, sospesi tra il silenzio e la parola, abitati da Lui, Lo ascoltiamo e invochiamo la Sua Grazia per essere con la vita Sua amabile e discreta presenza... ed è solo così che abbiamo ritrovato noi stessi.
riflessioni di una partecipante al corso di formazione per operatori di pastorale Marista sull'interiorità.

sabato 2 marzo 2013

Commento al vangelo del 3 marzo 2013


Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb.
L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava.